Senior Fellows

Prof. James W. Nelson Novoa

Professore Associato di Storia e letteratura della Spagna nel medioevo e nel Rinascimento
Università di Ottawa, Dipartimento di Lingue e letterature moderne e Studi Medievali e Rinascimentali

Identità religiosa tra i nuovi cristiani portoghesi a Pisa (1590-1630)

La mia ricerca si è occupata della comunità portoghese di origine ebraica a Pisa nel periodo compreso tra il 1590 e il 1630. Mi sono concentrato sull’interazione tra i membri della comunità che vivevano da cristiani all’interno della società pisana. Grazie a ricerche d’archivio condotte su Pisa e su Firenze, prendendo elementi da una grande varietà di fonti, ho potuto constatare l’animata vita culturale dei soggetti in esame, tenendo conto di fattori quali la demografia, le espressioni popolari della pietà, la parentela e l’appartenenza a reti commerciali negli anni in cui erano cruciali per la comunità a fronte delle leggi Livornine del Granduca Ferdinando nel 1591 e 1593.
In particolare, mi sono interessato alle interazioni con la società toscana dopo la formazione dell’importante comunità giudaica di Livorno, quando, perlomeno nella città portuale,i cristiani potevano abbracciare liberamente l’ebraismo.

Prof. Roberto Di Stefano

Professore di Storia Contemporanea
Università Nazionale La Pampa, Argentina

Il mondo religioso fiorentino di Domenico Migliorucci

La ricerca segue le tracce del sacerdote Domenico Migliorucci (Spoleto, 1818 – Firenze 1892) con lo scopo di ricostruire il mondo religioso nel quale visse l’ultimo periodo della sua vita, dopo essere diventato membro della Chiesa dei Fratelli fiorentina nel 1874. Cappuccino, poi secolarizzato, garibaldino appassionato di política e uomo strettamente vincolato alla massoneria, Migliorucci prese parte alla Repubblica Romana nel 1849 e rientrò in Italia per combattere per l’Unità nel 1870. Nei decenni del 1850-1860 visse in Argentina, dove fu una figura di spicco delle vicende político-religiose del paese.

Prof. Abdullah Ibrahim

Intellettuale e accademico iracheno
Membro del Comitato d’onore dell’Istituto Sangalli
Doha, Qatar

Tra Dar-al-Islam e Mondo Islamico: uno sguardo storico-critico

Parlare del Centralismo Islamico necessita una discussione approfondita sul concetto di “casa dell’Islam”, ovvero l’immagine dell’Islam che si è diffusa nel medioevo. È importante liberarsi dalle pressioni smisurate dei dibattiti religiosi, e ciò non può essere raggiunto senza una discussione critica su estremismo e mancanza di moderazione. L’immediatezza dell’espressione “casa dell’Islam” si è affiancata alla creazione di una visione di coloro che stanno fuori della casa, a causa delle differenze ideologiche. L’immaginazione è una componente culturale che si è formata nel corso dell’esperienza storica e delle relazioni interpersonali, che ritrae l’altro inserito in un contesto privo di coinvolgimenti personali. Con l’inizio dell’età moderna l’espressione “mondo islamico” ha prevalso su quella originaria di “casa dell’Islam”, ammettendo l’esistenza di “altri mondi” al di fuori di quello islamico.

Prof. Jonas Otterbeck

Professore di Studi Islamici
Università di Lund, Svezia

Il “risveglio” della musica pop islamica

Durante gli ultimi decenni, la musica pop islamica ha attraversato una fase di evidente evoluzione tant’è che anche il numero di artisti in attività è cresciuto tantissimo. Il progetto si è articolato in due momenti. Prima di tutto, si è analizzata la musica pop islamica attraverso il caso di Awakening, una compagnia mediatica di importanza globale. In secondo luogo, è stato ripreso l’ampio discorso sulla musica islamica nella storia, con particolare attenzione alla musica popolare. Riguardo questo secondo ambito, il termine “popolare” designa sia la musica del popolo, in opposizione a quella indirizzata dai professionisti ad un pubblico di élites, sia la musica suonata durante le feste e nei locali pubblici e di intrattenimento. L’ultimo aspetto è stato il cuore della mia ricerca. È stato scritto molto riguardo alla visione dei massimi pensatori islamici sulla musica, ma non è mai stata sistematizzata la loro concezione di musica popolare. La musica popolare islamica è stata finora trattata solo superficialmente, sia dagli studenti che dai ricercatori dell’argomento, mi auguro che questo lavoro possa favorire un approfondimento. Il risultato di questa ricerca sarà pubblicato in un libro nel 2018.

Prof. Tabona Shoko

Professore in Religious Studies
Università dello Zimbabwe, Harare

Religione e diritti umani: la Chiesa e le religioni e le culture tradizionali africane

La mia ricerca affronta il tema della religione e dei diritti umani in Zimbabwe in relazione agli insegnamenti della chiesa e all’influenza della religione tradizionale africana. La violazione dei diritti umani è stata largamente attribuita alla politica di governo riferita in particolar modo alla Riforma della Terra del 2000, che ha portato a gravi disordini politico-economici nel paese. Nonostante gli sforzi da parte della chiesa, delle organizzazioni non governative (ONG) e della cittadinanza atti ad arginare la violenza, non sono stati ottenuti grandi risultati. La potenza del contributo che avrebbero potuto fornire la religione e la cultura tradizionali nella lotta per pace non è stato considerato, quasi a voler significare che la religione sia ‘morta’. Basandosi su dati empirici, la mia ricerca analizza il ruolo della chiesa, della religione e della cultura tradizionali all’interno del processo di ripresa nazionale dello Zimabwe e sostiene che la religione, servendosi del dialogo, possa costituire una risorsa fondamentale per il raggiungimento della pace, dell’armonia e della riconciliazione nazionale.

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